1. Il risk management, che chiameremo RMN, viene usato per l'identificazione dei pericoli (i rischi) di una qualsiasi attività al fine d'ottenere il risultato denominato finanziamento del rischio; 2. Il risk engineering, che chiameremo RNG, viene usato per classificare il rischio puro dell'attività presa in esame al fine d'identificare, tra i diversi risultati ottenibili, il reale rischio a cui é soggetta calcolandone il costo assicurativo sostenibile; visita l'area Risk Engineering 3. Il quality insurance management, che chiameremo QIN, é teso alla corretta allocazione dei risultati ottenuti coi processi di RMN e di RNG attraverso procedure coerenti con le esigenze assicurative emerse. Il QIN prevede la stesura delle condizioni ideali di copertura dei rischi ed é strutturato per risolvere gli eventuali conflitti di management o le problematiche del mercato assicurativo.
Per una migliore comprensione del sistema di Risk Discovery, verrà presa in esame come esempio l'attività svolta da una qualsiasi azienda produttrice di beni, o servizi, tenendo presente che non esistono preclusioni o limiti per il sistema di Risk Discovery in quanto ché esso può applicarsi anche alla vita sociale di un qualsiasi individuo.
In primo luogo occorre attivare il processo di RMN onde riuscire a scovare l'insieme dei pericoli corsi da un'attività.
Il processo di RNG inizierà con il sistema d'identificazione del pericoli e proseguirà attraverso i meandri del QIN.
Per ottenere un risultato concreto, che sia di effettivo supporto all'attività aziendale e che produca anche aumento di coperture assicurative con, possibilmente, risparmio dei suoi costi, i vari processi indicati non debbono essere applicati inserendovi semplicemente degli elementi.
Sarà attraverso l'attiva collaborazione di un consulente professionista, che possiede il necessario know-own del sistema e dei processi, che si potrà ottenere una concreta e coerente risposta alle esigenze di eliminazione o di riduzione dei rischi.
E' provato che sui rischi, se vengono percepiti (quindi sono rischi espressi) perché conosciuti o evidenti, di norma un individuo ha la tendenza ad accantonarli o ridurli ed, in certi casi, a sottovalutarli.
Sui rischi che non vengono percepiti (quindi sono rischi inespressi) perché sconosciuti o da scovare, l'individuo ha la tendenza a non razionalizzarli, aggiungendo ulteriore irrazionalità all'atteggiamento che tiene nella fase dei rischi espressi.
In una qualsiasi tipologia di attività aziendale i rischi, salvo quelli definiti contrattuali, sono prevalentemente "inespressi". L'individuo addetto alla gestione dei rischi é usualmente un impiegato, raramente un quadro ed eccezionalmente un dirigente, il quale di norma é più portato a pensare ai rischi in misura più soggettiva che oggettiva.
Egli non percepisce come suoi i rischi dell'azienda e, di contro, non ha quella naturale predisposizione tipica dell'imprenditore a proteggere dai pericoli l'attività in sè.
Per riuscire non a cambiare la mentalità di un individuo, bensì a formarlo ed addestrarlo a trattare il pericolo come un processo naturale dell'attività aziendale, consigliamo di contattarci al fine di scegliere il team di specialisti cui affidare il sistema di Risk Discovery.
L'estensore del trattato, a tale proposito, ha costituito un knowledge-sharing-management unendo le specificità e gli skills di oltre trenta professionisti di vari settori, avente tutti il denominatore comune della capacità di identificare i pericoli di una qualsiasi attività e di saperne gestire i rischi.